giovedì 6 giugno 2013



Platone

La ricerca sulla virtù
·         I “dialoghi socratici” hanno come tema la virtù. Essi sono in genere aporetici, cioè privi di una tesi conclusiva, ma presentano già grandi temi della ricerca platonica.
·         L’Apologia di Socrate descrive il processo e la difesa di Socrate e approfondisce il tema del rapporto della coscienza con la città e con le leggi. Il rapporto con le leggi è centrale anche nel Critone.
·         Nel Protagora si affronta il problema se la virtù sia o meno scienza e quindi se sia o meno insegnabile. La conclusione è che essa, pur essendo coscienza del bene, e quindi scienza, nnon può essere insegnata.
·         Il Gorgia critica la retorica come falsa conoscenza e approfondisce il tema della felicità, sostenendo che essa si identifica con la virtù (eudemonismo etico).

 Le idee e il rapporto con le cose
·         L’uomo possiede idee che non possono derivare dall’esperienza. Essa è infatti molteplice e in divenire mentre l’idea è unica e immutabile. Non esistono, ad esempio, cose perfettamente uguali, tuttavia noi abbiamo l’idea di “uguale”, in base alla quale classifichiamo le cose simili.
·         Lo stesso ragionamento vale per i valori: al di là dei singoli esempi di virtù, possediamo l’idea di coraggio, di giustizia, di temperanza ecc
·         Dato che le idee non possono derivare dall’esperienza, esse devono essere oggettive. In questo modo Platone può superare il relativismo sofistico. Se le idee esistono di per sé, allora sono indipendenti dai singoli soggetti conoscenti.
·         Ma se le idee non derivano dalle cose, esse devono esistere indipendentemente da esse, cioè sono trascendenti, esistono in un modo separato.
·         Tra le idee e le cose esistono tre distinti rapporti: -imitazione (mimesi). Gli esistenti sono copie delle idee, che ne rappresentano l’essenza (Socrate è una copia sell’idea dell’uomo), - partecipazione (metessi) : gli esistenti partecipano o meno in alcune idee, che ne rappresentano le qualità (Socrate è giusto in quanto partecipa dell’idea di giustizia). – manifestazione (parusia). L’idea del bello si manifesta nelle cose, diventa visibile in esse.
·         La teoria delle idee consente di dare una soluzione ai problemi della molteplicità (esiste  un’unica idea per ogni classe di cose, indipendentemente dal numero di individui che compone la classe) e del divenire ( le idee sono immutabili gli esistenti cambiano in quanto tendono a imitare in modo sempre meno imperfetto l’idea corrispondente).
·         La separazione tra il mondo dell’esistenza (la realtà “visibile”, cioè quella dell’esperienza9 e il mondo trascendente delle idee apre però importanti problemi che condurranno Platone a rivedere radicalmente la propria filosofia negli ultimi dialoghi

Anima e corpo, ragione e passione
·         Se le idee non derivano dall’esperienza, devono essere in noi fin dalla nascita. Ma come le conosciamo? Per risolvere questo problema Platone formula la teoria della metempsicosi: l’anima è immortale e passa attraverso reincarnazioni successive; nell’ intervallo tra due esistenze, quandoè separata dal corpo, può contemplare le idee. Reincarnandosi, le dimentica, ma può via via ricordarle (anamenesi) grazie all’esperienza o sotto la guida di altri uomini.
·         Questa conoscenza è espressa con il mito del carro alato, narrato da Fedro: l’anima è paragonata a una biga guidata da due cavalli, che rappresentano le passioni. L’auriga cerca di portare la biga oltre la volta del cielo, dove sono le idee. A seconda della sua forza e di quella dei cavalli, riuscirà a permanere nell’iperuranio più o meno a lungo e a contemplare in misura maggiore o minore le idee.
·         La ragione è legata all’anima le passioni al corpo. Si stabilisce così un netto dualismo che riguarda sia l’ambito gnoseologico sia quello etico: liberandosi dalle passione (legate al corpo) l’individuo può contemplare le idee, cioè conoscere il vero e il bene.
·         La teoria dell’anamnesi presuppone quella dell’immortalità dell’anima, alla cui dimostrazione, mediante numerose prove, è dedicato l’intero Fedone, il dialogo che narra le ultime ore di vita Socrate.

Eros e il filosofo
·         L’idea del bello, a differenza delle altre si, si manifesta anche nel modo sensibile, nelle cose belle.
·         La sua contemplazione risveglia, nell’ambito di chi è pronto a riconoscerla, il ricordo della bellezza in sé.
·         L’eros è la forza che spinge l’individuo a risalire per gradi della contemplazione della bellezza fisica, che si manifesta nel voto della persona amata, fino all’idea.
·         Questo processo di ascesa richiedi un profondo coinvolgimento personale, una vera e propria “conversione”, sostenuta dall’amore intenso come  " divina mania".



Lo stato e le missioni del filosofo
·         La repubblica presenta il grande progetto utopistico di Platone, la costituzione di uno Stato ideale che realizzi la giustizia e guidi i cittadini verso la virtù.
·         Il dialogo si apre con la discussione sulla natura della giustizia. Per capire meglio il problema Socrate propone di analizzarlo ripercorrendo la nascita dello Stato, considerando come un individuo in grande.
·         Il parallelismo tra l’individuo e lo Stato costituisce uno dei motivi centrali dell’analisi. Così come l’anima individuale è tripartita (anima razionale, irascibile e concupiscibile), anche lo Stato ha bisogno di tre classi di cittadini. I filosofi o governanti, corrispondenti all’anima razionale, i guerrieri,  in cui prevale quella irascibile, e i produttori, corrispondenti all’anima concupiscibile.

L’eredità di Platone
·         Platone ha esercitato una vasta influenza sulle filosofie successive, a iniziare dal neoplatonismo di Plotino (III secolo d.C.). anche la filosofia cristiana, da Agostino in poi, ha fatto riferimento al suo pensiero, soprattutto finchè non sono state riscoperte le opere “esoteriche” di Aristotele.
·         Il neoplatonismo ha costituito il nucleo principale delle filosofie rinascimentali (Cusano, Ficino, in parte Bruno9. Anche la rivoluzione astronomica e scientifica ha trovato nella concezione matematica dell’universo, esposta nel Timeo, uno dei motivi ispiratori.
·         A Platone si richiamano in genere i filosofi razionalisti, e in particolare Cartesio. Nell’Ottocento l’influenza della sua filosofia si estende dall’idealismo ad alcuni aspetti del pensiero di Schopenhauer. Anche nella filosofia del Novecento troviamo riferimenti a Platone, in particolare nel cosiddetto “platonismo matematico”.


Aristotele

Le opere di Aristotele
·         All’opera di Aristotele si deve la costruzione del lessico filosofico di base, nonché di una logica che conserva tuttora la propria importanza. Quando al paradigma scientifico da lui fissato (e in particolare il suo modello cosmologico), esso ha resistito per quasi duemila anni.
·         Le opere di Aristotele si distinguono in essoteriche, destinate alla circolazione pubblica, ed esoteriche, cioè scritti di carattere scientifico costituiti in gran parte dalle dispense usate per le lezioni presso il Liceo.
·         Delle opere essoteriche ci sono rimasti solo i titoli, alcune notizie e pochi frammenti.
·         Quelle esoteriche (che dopo la morte di Aristotele erano sparite dalla circolazione e vengono ritrovate solo nel I secolo a.C.) vengono sistemate dall’erudio Andronico di Rodi, e ci sono pervenute nella loro interezza.
·          Il corpus aristotelico comprende quattro gruppi di opere: le opere di logica, raccolte da Andronico sotto il titolo generale di Organon (strumento); le opere di filosofia della natura, o fisica; i quattro libri della Metafisica; gli scritti di etica, politica retorica e poetica.

La logica
·         La logica studia il pensiero attraverso l’analisi sel linguaggio, per individuare il modo corretto di organizzare i ragionamenti.
·         Aristotele considera prima i singoli termini senza connessione (classificabile in categorie), poi la loro unione nei giudizi, infine la connessione dei giudizi per formare ragionamenti.
·         Le categorie sono i predicati generali della realtà e indicano al tempo stesso il modo di essere di ciò che esiste e le strutture mentali mediante cui pensiamo l’esistente. Aristotele ne elenca dieci, tra cui le principali sono la sostanza, la qualità e la relazione, il luogo e il tempo.
·         Particolarmente importante è la sostanza, perché solo essa può fungere da soggetto in un giudizio e, sul piano dell’essere solo essa esiste senza far riferimento ad altro.
·         Le proposizioni dichiarative, che attribuiscono un predicato a un soggetto, vengono definite “giudizi”. I giudizi possono essere classificati mediante la quantità ( particolare o universali) e la qualità (affermativi o negativi), dando  luogo a quattro diversi tipi di enunciati: universali affermativi, particolari affermativi, universali affermativi e particolari negativi.


·         Il sillogismo 
è  è un procedimento deduttivo e presenta il limite di non poter dimostrare le premesse generali da cui parte. I principi primi possono essere colti dall’intelletto, mediante l’intuizione. Esistono principi primi propri di tutta la conoscenza e altri specifici delle varie scienze. Tra i primi, sono particolarmente importanti  quelli di non contraddizione e d’identità e del terzo escluso, considerati da Aristotele assiomi, cioè verità auto evidenti. L’intuizione intellettiva non può essere formalizzata in un metodo e dipendente quindi della formazione e delle qualità dei singoli individui.

L’anima e la conoscenza
·         L’anima è forma e quindi è mortale. L’anima è sempre unica, anche se può svolgere più funzioni: nelle piante esiste solo l’anima vegetativa, negli animali l’anima sensitiva svolge anche la funzione vegetativa, l’uomo ha un’anima razionale che svolge anche le funzioni inferiori.
·         La conoscenza inizia sempre dalle sensazioni, mediante un processo di astrazione che ricava dall’osservazione dei singoli individui prima l’immagine che li rappresenta tutti, poi la forma, cioè l’assenza, che sul piano conoscitivo corrisponde al concetto. La conoscenza è il passaggio dalla potenza all’atto: l’intelletto passivo è potenzialità di conoscere i concetti, ma perché essi siano effettivamente conosciuti è necessario ammettere l’esistenza di un intelletto attivo, dove i concetti sono già realizzati e che guida il processo di astrazione. Essendo in atto, tale intelletto è immortale.

La politica
·         Al contrario di Platone, Aristotele non descrive uno stato ideale ma analizza le costruzioni delle principali pòleis greche per classificare le diverse forme di Stato. L’uomo è un animale sociale e tende per natura a unirsi con gli altri, costituendo prima la famiglia, poi il villaggio e infine lo Stato. Vi sono diversi tipi di stato: la monarchia, l’aristocrazia o l’oligarchia, la politia o la democrazia.
·         La costituzione migliore è quella più adatta ai diversi popoli, tuttavia è possibile indicare alcune caratteristiche dello Stato preferibile seguendo il criterio di medietà.
·         Nonostante le numerose critiche che rivolge a Platone, Aristotele concorda con lui nell’assegnare allo Stato una funzione educativa ed etica nei confronti dei cittadini.